– – -- – – Dacarbazina (eventi: 96/208), mediana e 95% IC: 10,84 (9,33; 12,09), Il beneficio osservato in termini di OS è stato dimostrato in maniera consistente nei sottogruppi di pazienti inclusi performance status ECOG al basale, stadio M, storia di metastasi cerebrali, e livello di LDH al basale. Le valutazioni del tumore erano effettuate ogni 12 settimane per i primi 2 anni e continuate successivamente ogni 6 mesi. Per la fase di monoterapia, la prima dose di nivolumab deve essere somministrata: 3 settimane dopo l’ultima dose dell’associazione nivolumab e ipilimumab se si usano 240 mg ogni 2 settimane; oppure. c Negli studi clinici completati o in quelli in corso sono stati riportati casi pericolosi per la vita. b Il P-value è derivato da un log-rank test stratificato in base alla precedente terapia con cetuximab; il corrispondente livello di significatività del limite di efficacia O’Brien-Fleming è 0,0227. c Nel gruppo nivolumab c’erano due pazienti con CR e sette pazienti con PR che avevano una espressione tumorale di PD-L1 < 1%. (range: 0-29,6+ mesi) nei pazienti trattati con nivolumab e di 3,7 mesi (range: 6 giorni-25,7+ mesi) nei pazienti trattati con everolimus. Gran parte delle reazioni avverse immuno-correlate sono migliorate o si sono risolte con misure appropriate quali la somministrazione di corticosteroidi e le modifiche del trattamento (vedere ìl paragrafo 4.2). ), ──∆─── Nivolumab (eventi: 38/80), mediana e 95% IC: 21,95 (8,90; N.A. Sulla base della dose prescritta, calcolare la dose totale da somministrare. Le misure di esito di efficacia secondaria includevano l’ORR e la PFS valutati dallo sperimentatore. A causa delle piccole dimensioni del campione, da questi dati non possono essere tratte delle conclusioni definitive. Lo studio includeva pazienti (di età pari o superiore a 18 anni), che avevano presentato progressione di malattia durante o dopo un precedente regime chemioterapico a base di platino a due farmaci che poteva avere incluso una terapia di mantenimento e che avevano un performance status ECOG pari a 0 o 1. Rispetto a nivolumab in monoterapia, un aumento della sopravvivenza libera da progressione (PFS) e della sopravvivenza globale (OS) per l’associazione di nivolumab ed ipilimumab è stato stabilito solo in pazienti con una bassa espressione tumorale del PD … una soluzione iniettabile di glucosio 50 mg/mL (5%). In aggiunta, nei pazienti che manifestavano un evento, la Tabella 7 riporta la percentuale di pazienti che hanno richiesto corticosteroidi ad alte dosi (equivalenti ad almeno 40 mg giornalieri di prednisone) per regime di dosaggio. In caso di ipofisite sintomatica di grado 2 o 3, nivolumab o nivolumab in associazione ad ipilimumab deve essere sospeso e se necessario deve essere iniziata una terapia ormonale sostitutiva. e Rash è un termine composito che include, rash maculopapulare, rash eritematoso, rash pruriginoso, rash follicolare, rash maculare, rash morbilliforme, rash papulare, rash pustulare, rash papulosquamoso, rash vescicolare, rash generalizzato, rash esfoliativo, dermatite, dermatite acneiforme, dermatite allergica, dermatite atopica, dermatite bollosa, dermatite esfoliativa, dermatite psoriasiforme, eruzione da farmaci e pemfigoide. Quando nivolumab è somministrato in associazione ad ipilimumab, fare riferimento al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di ipilimumab prima di iniziare il trattamento. Dagli studi clinici registrativi con nivolumab o nivolumab in associazione ad ipilimumab sono stati esclusi i pazienti con un performance status al basale ≥ 2, metastasi cerebrali o leptomeningee attive, malattia autoimmune ed i pazienti che avevano ricevuto immunosoppressori per via sistemica prima di entrare negli studi (vedere paragrafì 4.5 e 5.1). I campi obbligatori sono contrassegnati *. Questo medicinale contiene 10 mg di sodio per flaconcino da 4 ml, 25 mg di sodio per flaconcino da 10 ml o 60 mg di sodio per flaconcino da 24 ml, rispettivamente equivalenti a 0,5%, 1,25% o 3% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Nivolumab è un immunomodulatore, che agisce con meccanismo anti-PD-1.Un recettore presente sui linfociti T e che favorisce lo sviluppo del tumore eludendo il controllo del sistema immunitario. I pazienti con un performance status al basale pari a 2 sono stati inclusi nello studio CA209171 (vedere paragrafo 5.1). QLQ-H&N35, e l’EQ-5D a 3 livelli. Sono stati osservati rari casi di SJS e TEN alcuni dei quali ad esito fatale (vedere paragrafì 4.2 e 4.4). Il trattamento deve essere iniziato e seguito da medici specialisti, esperti nel trattamento del cancro. Può essere necessario posticipare la somministrazione o interrompere il trattamento in base alla sicurezza ed alla tollerabilità individuali. recettore programmed death–1[morte programmata 1] (PD-1) e blocca la sua interazione con il PD-L1 ed il PD-L2. La maggioranza dei pazienti era di sesso maschile (73%) e razza bianca (87%), e il 31% e il 69% di pazienti aveva un KPS basale compreso tra 70 e 80% e tra 90 e 100%, rispettivamente. a Le risposte sono state valutate, in accordo ai RECIST 1.1, in 588/1008 (58,3%) dei pazienti che hanno continuato il trattamento fino alla settimana 12 e che hanno avuto una rivalutazione strumentale di follow-up alla settimana 12. Popolazioni speciali Popolazione pediatrica. L’OS non era matura al tempo delle analisi. La risoluzione si è verificata in 296 pazienti (88,1%) con un tempo mediano alla risoluzione di 2,1, Nei pazienti trattati con nivolumab 1 mg/kg in associazione ad ipilimumab 3 mg/kg nel melanoma, l’incidenza di diarrea o colite è stata del 46,7% (209/448). Il quarantadue percento dei pazienti aveva un melanoma con mutazione BRAF V600 positiva mentre il 45% dei pazienti era BRAF wild type ed il 13% dei pazienti aveva uno status BRAF non noto. I 49 pazienti hanno avuto un follow-up mediano dopo il successivo HSCT allogenico, Nei pazienti trattati con nivolumab in monoterapia, la proporzione di pazienti che ha presentato un cambiamento dal valore basale ad un’anomalia di laboratorio di grado 3 o 4 è stata la seguente: 5,2% per l’anemia (tutti casi di grado 3), 1,0% per la trombocitopenia, 1,0% per la leucopenia, 10% per la linfopenia, 1,1% per la neutropenia, 2,1% per l’aumento della fosfatasi alcalina, 2,7% per l’aumento di AST, 2,2% per l’aumento di ALT, 1,2% per l’aumento della bilirubina totale, 0,9% per l’aumento della creatinina, 3,8% per l’iperglicemia, 1,0 per l’ipoglicemia, 3,5% per l’aumento. Pembrolizumab ( Keytruda ), che presenta lo stesso meccanismo d’azione di Nivolumab, è stato approvato dall’FDA alla fine del 2015, e trova indicazione nei pazienti con tumore NSCLC avanzato squamoso o non-squamoso, già trattati. OPDIVO è indicato in monoterapia per il trattamento del carcinoma squamoso della testa e del collo ricorrente o metastatico negli adulti in progressione durante o dopo terapia a base di platino (vedere paragrafo 5.1). Degli 811 pazienti trattati, 103 (13%) avevano un performance status ECOG pari a 2, 686 (85%) avevano un età < 75 anni e 125 (15%) avevano un età ≥ 75 anni. Sono stati inoltre valutati l’ORR e la durata della risposta. Confezione da 1 flaconcino. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. a Derivato da un modello a rischi proporzionali stratificato. Uso di nivolumab in pazienti con melanoma con progressione rapida di malattia. I dati sui pazienti con SCCHN e melanoma adiuvante di età pari o superiore a 75 anni sono troppo limitati per poter trarre delle conclusioni su tale popolazione. In caso di aumento della creatinina sierica di grado 2 o 3, nivolumab o nivolumab in associazione ad ipilimumab deve essere sospeso e devono essere iniziati i corticosteroidi equivalenti ad una dose di 0,5-1 mg/kg/die di metilprednisolone. Lo studio ha incluso pazienti (di età pari o superiore a 18 anni) con SCCHN (cavità orale, faringe, laringe) ricorrente o metastatico, confermato istologicamente, allo stadio III/IV, non candidabile a terapie locali ad intento curativo (intervento chirugico o terapia radiante con o senza chemioterapia) e che avevano presentato progressione di malattia durante o entro 6 mesi da un regime di terapia a base di platino e che avevano un ECOG performance status pari a 0 o 1. differenze clinicamente significative tra una dose di nivolumab di 480 mg ogni 4 settimane o 3 mg/kg ogni 2 settimane nel trattamento adiuvante del melanoma, nel melanoma avanzato e nel RCC avanzato. In assenza di dati, nivolumab o nivolumab in associazione ad ipilimumab deve essere usato con cautela in queste popolazioni e dopo aver attentamente considerato su base individuale il potenziale beneficio/rischio. a include risposte confermate e non confermate, le valutazioni strumentali erano obbligatorie solo alla settimana 8/9 ed alla settimana 52. b CR+PR, intervallo di confidenza basato su metodo Clopper e Pearson, Studio di fase 3 randomizzato vs. docetaxel (CA209057). In questi pazienti deve essere tenuto in considerazione il beneficio del trattamento con nivolumab rispetto al possibile rischio (vedere paragrafo 4.8). paragrafi 4.5 e 5.1). c Intervallo di confidenza per ORR calcolato utilizzando il metodo Clopper-Pearson. a Sei pazienti (4%) randomizzati a ricevere docetaxel ad un certo momento sono andati incontro a cross over ricevendo il trattamento con nivolumab. Al miglioramento, la somministrazione di nivolumab in monoterapia può essere ripresa dopo la sospensione graduale dei corticosteroidi. La durata mediana del tempo tra la diagnosi iniziale e la randomizzazione era di 5,5 mesi. Fattori associati ai decessi precoci erano il performance status ECOG, malattia in rapida progressione durante precedente terapia a base di platino ed elevato carico tumorale. Un totale di 906 pazienti sono stati randomizzati a ricevere nivolumab somministrato per via endovenosa alla dose di 3 mg/kg ogni 2 settimane (n = 453) o ipilimumab somministrato alla dose di 10 mg/kg ogni 3 settimane per 4 dosi e poi ogni 12 settimane a partire dalla settimana 24 per un periodo fino ad 1 anno. Il trattamento era continuato fino a che si osservava un beneficio clinico o fino a quando il trattamento non era più tollerato. Vitamina K ridotta, essenziale per la . Questa analisi ha mostrato che l’espressione del PD-L1 non solo sulle cellule tumorali ma anche sulle TAIC appare associata ad un beneficio con nivolumab rispetto alla terapia a scelta dello sperimentatore (vedere Tabella 25). Le caratteristiche basali erano bilanciate tra i due gruppi. Lo studio includeva pazienti adulti (di età pari o superiore a 18 anni), non precedentemente trattati, con melanoma BRAF ‘wild-type’ confermato allo stadio III o IV ed un performance status ECOG pari a 0 o 1. Devono essere escluse eziologie infettive ed eziologie correlate alla patologia. Avere cura di adottare una tecnica asettica durante la preparazione della soluzione per infusione. Il trattamento è continuato fino a quando si osservava un beneficio clinico o fino a quando il trattamento non era più tollerato. Le misure principali di esito di efficacia secondarie erano l’ORR e la PFS valutati dallo sperimentatore. La randomizzazione era stratificata per stato BRAF e PD-L1 del tumore e migliore risposta al precedente trattamento con ipilimumab. Studio di Fase 2 a braccio singolo (CA209172). h p-value è confrontato ad alpha 0,009 al fine di raggiungere significatività statistica. In caso di aumento delle transaminasi o della bilirubina totale di grado 3 o 4, nivolumab o nivolumab in associazione ad ipilimumab deve essere interrotto permanentemente e devono essere iniziati i corticosteroidi equivalenti ad una dose di 1-2 mg/kg/die di metilprednisolone. œ`µn…>$’ì ¸Áƒ-p?¼„úÆ!Øþ-l%x?ÄÀNØçQ5¬~x˜Äm„?rk*ßEâ³h=‚¦ða¿Qt™T˜DægÚ`§Æ(_S`ñvŸÔºè€¡âT£ý®çÓ³\ ËÒgtžÄïüO€ N&Š Gli HR per l’OS per nivolumab vs. la chemioterapia erano 0,69 (95% IC: 0,49; 0,96) nei pazienti con espressione tumorale del PD-L1 ≥1% e 1,52 (95% IC: 0,89; 2,57) nei pazienti con espressione tumorale del PD-L1 <1%. La popolazione di efficacia primaria includeva quei pazienti a rischio intermedio/sfavorevole con almeno 1 o più dei 6 fattori di rischio prognostici secondo i criteri International Metastatic RCC Database Consortium (IMDC) (meno di un anno dal momento della diagnosi iniziale del carcinoma a cellule renali alla randomizzazione, performance status Karnofsky <80%, emoglobina inferiore al limite inferiore della norma, calcio corretto superiore ai 10 mg/dL, conta piastrinica superiore al limite superiore della norma, e conteggio assoluto dei neutrofili superiore al limite superiore della norma). È noto che l’IgG4 umana attraversa la barriera placentale e nivolumab è un’IgG4; pertanto, nivolumab può essere trasmesso dalla madre al feto in via di sviluppo. A 24 mesi, il tasso di OS è stato del 66,5 (95% IC 61,8-70,9) per nivolumab in associazione ad ipilimumab e 52,9 (95% IC 47,9- 57,7) per sunitinib. Sono stati valutabili per l’efficacia, un totale di 270 pazienti che avevano ricevuto nivolumab somministrato per via endovenosa, in un periodo di 60 minuti, alla dose di 3 mg/kg ogni 2 settimane con un follow-up minimo di 8,3 mesi. il volume totale di infusione non deve superare 160 mL. Il tempo mediano all’insorgenza è stato di 2,1 mesi. I risultati di efficacia sono mostrati nella Tabella 14. Le valutazioni del tumore erano effettuate in accordo ai RECIST versione 1.1. Nell’analisi finale dell’ OS non c’era una differenza statisticamente significativa tra nivolumab e la chemioterapia. Inoltre, sulla base di queste valutazioni, non ci sono state. Role of dietary fiber in diverticular disease and colon cancer. Al miglioramento, la somministrazione di nivolumab o di nivolumab in associazione ad ipilimumab può essere ripresa dopo la sospensione graduale dei corticosteroidi, ove necessario. Acquisto Minocycline Senza. Per quanto riguarda l’espressione tumorale PD-L1, il 34% dei pazienti aveva un’espressione PD-L1, come determinata dal test dello studio clinico, ≥ 5% ed il 62% l’aveva < 5%. Per l’infusione, utilizzare una linea di infusione separata. Save my name, email, and site URL in my browser for next time I post a comment. Il performance status ECOG era pari a 0 (90%) o 1 (10%). Nella popolazione con melanoma metastatico non precedentemente trattato, la frequenza delle reazioni avverse cardiache è stata più bassa nel gruppo nivolumab rispetto al gruppo dacarbazina. Le differenze tra i due gruppi di trattamento contenenti nivolumab sono state valutate in maniera descrittiva. Non sono stati condotti studi per valutare l’effetto di nivolumab sulla fertilità. Entrambi agiscono stimolando le cellule del sistema immunitario. In un’analisi post-hoc degli 80 pazienti nella Coorte B del CA209205, 37 pazienti non avevano avuto risposta al precedente trattamento con brentuximab vedotin. Carcinoma polmonare non a piccole cellule. Il tempo mediano all’insorgenza di queste endocrinopatie è stato di 2,8 mesi (range: 0,3-29,1). La misura di esito di efficacia primaria era la OS. Efficacia secondo l’espressione tumorale del PD-L1: le risposte obiettive a nivolumab sono state osservate indipendentemente dall’espressione tumorale del PD-L1.