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Albidona

Albidona è situato sul versante orientale del massiccio del Pollino a pochi chilometri dal tratto settentrionale dello Ionio cosentino, a un'altitudine di circa 800 metri. Un'antica leggenda vuole le origini del suo nome ispirate alla presenza in quel posto di un vulcano spento, chiamato Levidonia. Lungo le caratteristiche scalinate del centro storico è possibile godere di punti panoramici notevoli. La chiesa parrocchiale, dedicata al patrono San Michele Arcangelo (XVII sec.), è posta nel luogo dove un tempo sorgeva l'antico castello, nel punto più alto della città, dove lo sguardo si estende verso gli altri paesi del Pollino, il golfo di Corigliano e i monti della Sila. Durante la festa in onore di San Michele, patrono di Albidona, che si svolge l'8 maggio, oltre alla processione si svolge un rito di origine pagana denominato pioca, in cui enormi esemplari di pino sono trasportati in paese accompagnati dalla musica popolare e vengono poi incendiati in enormi falò. Nel pomeriggio del 13 giugno, in occasione della festa di sant'Antonio, si rinnova la tradizionale ndinna (albero della cuccagna). Qualche giorno prima della festa, un abete viene trasportato dai boschi vicini per le vie principali del paese, accompagnato dal suggestivo suono di organetti, tamburelli e zampogne. Nella festa di sant'Antonio la ndinna viene innalzata in piazza Convento e si dà inizio all'ambita scalata dell'albero. Un altro punto di osservazione è costituito dal monte Mostarico, dove sono situate alcune aree pic-nic e dove è possibile visitare l'eremo di sant'Elia e la Grotta dei Briganti. Altri punti adatti alle escursioni sono Piano di Senise, Serra Manganile e Timpone Foresta, dove si possono ancora ammirare i resti di antichi mulini ad acqua. Ottimi da degustare sono i taralli, le freselle, la salsiccia e il famoso salame crudo di Albidona. L'economia è prettamente agricola.

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