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Amantea

La cittadina di Amantea è uno dei principali centri del basso Tirreno cosentino, al confine con la provincia di Catanzaro. Posto tra il mare e la collina sovrastante, l'abitato di Amantea si articola in una zona antica, arroccata sul colle, e la zona nuova che si estende fino alla costa. Il territorio, sede di antichissimo insediamento, presenta resti archeologici di un certo interesse di età protostorica e magnogreca, nelle località di Campora San Giovanni e Imbelli e sulla riva destra del torrente Torbido. Invasioni e insediamenti successivi di Bizantini, Arabi, Normanni hanno lasciato la loro impronta nella cultura e nelle architetture locali.
Il centro storico è ricco di bellezze artistico-culturali. I ruderi del castello, in cima al paese, danno un'idea dell'importanza che il centro rivestiva nei secoli passati nel comprensorio, così come i resti delle antiche mura. Via del Carmine e via Cavour, che sale ripida verso il cuore del Centro storico, offrono gradevoli scorci panoramici. Si segnalano alcuni palazzi nobiliari (Mirabelli, Florio, De Martino) dotati di cappelle private e portali su cui riecheggiano modi stilistici tardo rinascimentali e barocchi (rilevanti quelli di Palazzo Mirabelli e Palazzo Cavallo Marincola, del XVII secolo). Fra le numerose chiese alcune sono degne di particolare interesse per la struttura architettonica e per le opere che vi sono conservate. Merita di essere segnalato in particolare il complesso francescano di San Bernardino, che comprende la chiesa dalla tipica architettura quattrocentesca con portico ad arcate a sesto acuto, il Convento degli Osservanti, il campanile e l'Oratorio dei Nobili. La chiesa madre di San Biagio mostra attualmente un aspetto seicentesco, ma ha origine da luoghi di culto preesistenti molto più antichi. Da visitare anche le chiese del Carmine, di Santa Maria La Pinta, di Sant'Elia. Un antico monastero di Clarisse è divenuto oggi una struttura ricettiva. Suggestivi i ruderi dell'antica chiesa di San Francesco d'Assisi, databile al XIII secolo, e la Torre di Coreca, a pianta circolare con base troncoconica e corpo cilindrico, probabilmente edificata nel sec. XVI, che si eleva sul promontorio sovrastante la omonima scogliera.
La parte bassa e più moderna della cittadina, sviluppatasi nel corso dell'ultimo secolo, è ricca di locali e attività commerciali e, soprattutto nel periodo estivo, diventa punto di riferimento per il circondario grazie all'organizzazione di eventi culturali e di intrattenimento. Tra le manifestazioni invernali ha acquisito una certa rilevanza il Carnevale, che in febbraio vede sfilare per il corso principale i tradizionali carri preparati dai vari gruppi. Ad Amantea e dintorni in numerosi locali si può gustare per tutto l'anno la tradizionale cucina a base di pesce.
Da segnalare alcune bellezze naturali del territorio, particolarmente fruibili nel periodo estivo. Le spiagge della vicina località di Campora San Giovanni sono meta estiva di numerosi bagnanti. La scogliera di Coreca, nell'omonima frazione situata 3 km a sud di Amantea, offre uno dei tratti di costa più belli del basso Tirreno cosentino. La scogliera è composta da un grande scoglio, oggi completamente emerso dall'acqua, e da molti altri scogli sommersi o affioranti dalle acque. La limpidezza dell'acqua permette di ammirare i fondali che costituiscono habitat ideale per varie specie di pesci. La Grotta è una insenatura naturale posta sotto al centro storico. Nell'antichità, quando le acque del mare arrivavano alle mura della città, la grotta era un approdo per velieri e mercantili; dall'interno era stato creato un passaggio che permetteva di arrivare all'interno delle mura fortificate. Il Parco Marino Regionale "Scogli di Isca", infine, è un tratto di mare prospiciente l'area costiera tra Amantea ed il vicino comune di Belmonte Calabro. Il Parco è individuato da due scogli che distano circa 800 metri dalla costa, il più piccolo, a sud, denominato Isca piccola, il più grande, a nord, Isca Grande. I meravigliosi fondali raggiungono una profondità massima di 25 metri, e ospitano una cospicua flora e fauna marina; qui hanno trovato il loro habitat cernie e murene e numerosi altri pesci.

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