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Castiglione Cosentino

Il centro storico si trova in zona collinare, ai confini della Presila cosentina.
 Di recente costruzione l'anfiteatro comunale che ospita importanti eventi durante il periodo estivo. La parte bassa di Castiglione Cosentino si estende fino ai pressi dello svincolo autostradale di Cosenza nord, a due passi dall'Università della Calabria. Per quanto riguarda la storia, diverse sono le ipotesi sull'origine di Castiglione, tra cui quella che sostiene che le prime popolazioni che abitarono il paese furono alcune famiglie provenienti dall'antichissima colonia sibaritica di Arintha, che scamparono alla distruzione da parte dei Crotoniati e Sibariti rifugiandosi su alcune colline, oggi contrade di Castiglione. L'ipotesi più diffusa, però, è quella che il paese sia sorto come uno dei casali cosentini intorno al secolo IX, in seguito alle incursioni saracene che spinsero gli abitanti a cercare rifugio oltre i confini urbani.
Diverse le dominazioni che ne caratterizzano la storia: bizantina, normanna, sveva angioina e aragonese. Durante quest'ultima, i nobili Castiglione furono acerrimi avversari della casa Aragone, che li privò dei privilegi favorendo l'autonomia dei Comuni e liberando i raccolti dai numerosi vincoli e privilegi in favore dei baroni e del clero. Quando il marchese di Crotone sollevò la rivolta per rientrare in possesso dei feudi confiscatigli, Ferdinando I appiccò il fuoco alle abitazioni, nel cuore della notte, distruggendole sotto gli occhi degli abitanti come monito per i paesi vicini.
La chiesa parrocchiale è dedicata ai Santi Nicola e Biagio e alla Madonna dell'Olmo: all'interno si trova la Madonna del Carmine, di origine quattrocentesca, attribuita, dopo un recente restauro, a Cristoforo Santanna. Visibile sull'altare maggiore l'Assunta, del Pascaletti e ai lati dell'arco trionfale una splendida tela dipinta da Gerolamo Imparato nel 1591 raffigurante l'Annunciazione.
Nella parte più alta del paese è posta la chiesa di Sant'Antonio, con annesso convento dei Cappuccini, che ospita tele e statue sette-ottocentesche di buona fattura e pregevoli intagli lignei.
Nella zona bassa si trova la stazione ferroviaria, piccola ma funzionale, aperta nel 1879, quando venne attivata l'ultima tratta della Ferrovia Cosenza-Sibari che permise il collegamento del cosentino con le città e i mercati più a nord.

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