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Cosenza

Circondata da sette colli, Cosenza conserva orgogliosamente i segni della sua lunga storia e di un'importante tradizione culturale. I due volti della città, moderno ed antico, sono ben rappresentati dalle due aree in cui essa si articola - centro storico e nuova area urbana - delimitate dai fiumi Crati e Busento, la cui confluenza è una delle caratteristiche più suggestive della città.
Il centro storico è caratterizzato da un suggestivo intreccio di vicoli e stradine, che si snodano dall'antico Corso Telesio, un tempo "Via dei Mercanti", lungo il quale si aprono suggestive piazzette e antichi palazzi nobiliari, e oggi anche tanti piccoli temporary stores per lo shopping. A metà del Corso si trova la Chiesa Cattedrale dell'XI secolo (riconosciuta come "patrimonio testimone di cultura di pace Unesco"), intitolata alla Madonna del Pilerio, la cui icona del XII secolo è esposta in un'apposita cappella. Il corso termina in Piazza XV Marzo, una delle più belle del centro storico, in cui, oltre a monumenti e palazzi simbolo della storia della città, si affaccia anche il notevole Teatro Rendano. I tratti medievali originali del centro storico si conservano soprattutto nel nucleo più antico, alle pendici del colle Pancrazio, sul quale svetta il Castello Svevo. Nella città vecchia si trovano, ino

ltre, la Casa delle Culture (un tempo sede del Municipio cittadino, sul Corso Telesio), e due dei musei presenti in città: la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone e il Museo civico dei Brettii e degli Enotri.
La città nuova è dislocata a nord della confluenza dei fiumi Crati e Busento, con una mappa piuttosto regolare, a scacchiera. Il corso principale, Corso Mazzini, oggi è un'incantevole area pedonale, piena di negozi, ma anche sede del Museo all'Aperto Bilotti (MAB). Nelle strade traversali si possono trovare numerosi ristoranti e locali che animano la vita notturna cosentina. Negli ultimi anni nella città nuova, lungo il moderno Viale Giacomo Mancini (detto anche Viale Parco), si tiene la tradizionale e caratteristica Fiera di San Giuseppe, che si svolge ogni anno in città per alcuni giorni, intorno al 19 marzo, richiamando venditori da tutta Italia e dalle stero, e che un tempo era ospitata nella zona antica.
Cosenza, incastonata tra la costa tirrenica e quella ionica, si colloca in posizione ottimale per visitare l'area della sua provincia, ricca di tradizioni, folclore e gastronomia e caratterizzata da suggestivi scenari naturali che spaziano dai paesaggi della Sila a quelli del Pollino.  

STORIA

Cosenza è conosciuta anche come "Atene della Calabria" per le sue tradizioni culturali, rappresentate fra l'altro dall'"Accademia Cosentina", fondata intorno al 1511 dall'umanista Aulo Giano Parrasio (1470-1522), riorganizzata dal filosofo cosentino Bernardino Telesio (1509-1588) e attiva ancor oggi. Nota nell'antichità come capitale dei Brettii, o Bruzi, popolo di pastori e montanari che abitava l'altopiano silano, la città nacque probabilmente da un accordo tra confederazioni di popoli diversi (da cui il nome "Consentia", quindi Cosenza). Sono molte le dominazioni che si sono avvicendate nella sua lunga storia – romana, normanna, sveva, angioina, aragonese e spagnola – delle quali restano testimonianze nell'architettura e in varie leggende. Tra le più note, quella relativa al re dei Visigoti Alarico che, reduce del sacco di Roma, forse a causa della malaria, vi trovò la morte nel 410 d.C.: la leggenda lo vuole sepolto, col suo ricco bottino di guerra, sotto l'alveo del fiume Busento, deviato per l'occasione.
Alla città, di forti sentimenti risorgimentali, è legato fra l'altro l'episodio della fucilazione dei fratelli Bandiera, giovani mazziniani protagonisti di moti rivoluzionari in Calabria e giustiziati nel 1844 nel vallone di Rovito, alle porte della città, dove si trova un'ara commemorativa.

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