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Dipignano

A pochi chilometri da Cosenza, in un territorio collinare dal clima fresco, l'area di Dipignano è resa suggestiva dalla ricchezza di chiese, eremi e monasteri, ma anche da castagneti, uliveti e vigneti che ne caratterizzano le aree destinate alle colture e alla produzione di olio e di vino.
Le contrade Laurignano e Tessano sono diventate zone residenziali per molti cosentini, in queste zone è fiorente l'arte della lavorazione del pane.
Il paese deve la sua notorietà ai suoi Maestri Ramari, che svolgono la lavorazione artigianale del rame sin dal 1300. Alle vicende di emigrazione dei famosi "Quadarari" è legato il gemellaggio di Dipignano con Ponti (Alessandria) che si celebra ogni anno con la Sagra della Polenta.
La statua lignea secentesca dell'Ecce Homo attribuita a frate Umile da Pietralia, ma probabile opera di frate Angelo da Pietrafitta, è ritenuta immagine miracolosa: in passato, durante i lunghi periodi di siccità, i dipignanesi erano soliti portarla in processione per auspicare la pioggia e un buon raccolto. È custodita all'interno dell'omonimo santuario edificato nel XV secolo, o forse precedentemente, dai Minori Osservanti.
All'interno, sotto il presbiterio del santuario, è visibile, inoltre, un'area sepolcrale con loculi scavati nella roccia: attualmente vi è stato allestito un modesto museo che conserva arredi ed oggetti sacri, oltre ad una campana del 1680.
La parrocchiale è dedicata a San Nicola di Bari e si trova al centro del paese.
Di particolare interesse, inoltre, è l'ex Convento dei Cappuccini. Di origine rinascimentale, conserva forti valenze Medievali: costruito fra gli anni 1533 e 1538 fu il primo convento provinciale dei Cappuccini e sorge in località valle Pichiere, oggi contrada Cappuccini. Al convento era annessa una chiesa intitolata a Santa Maria degli Angeli.
Dopo 278 anni di attività religiosa, fu soppresso nel 1811 dalle leggi napoleoniche e successivamente trasformato in abitazione. Il 1992 fu acquistato dal comune e ristrutturato per usi civili, mantenendo però l'aspetto classico delle istituzioni: un chiostro centrale, su un lato la chiesa, oggi Auditorium, e le antiche celle attualmente adibite a spazi museali. Molto apprezzabili sono la scala ed il piccolo portico al piano rialzato sulla facciata sud.
Nella frazione Laurignano, che si trova appena fuori dal centro di Cosenza, si eleva la mole del santuario della Madonna della Catena, al cui interno si possono ammirare affreschi di Lucillo Grassi e dipinti di maestri otto-novecenteschi.
La frazione Tessano, fondata nel X secolo, ospita invece la chiesa di San Francesco Saverio di origine settecentesca e quella dedicata a Santa Maria Assunta.

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