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Fagnano Castello

Posto nella parte Ovest della Valle d'Esaro, Fagnano sorge a un'altitudine di circa 500 metri sul livello del mare, ai piedi del monte Caloria. Del comune fa parte anche la frazione di San Lauro, posto su un'altura rispetto al centro abitato di Fagnano. Dalla piazza principale si gode di una vista mozzafiato che domina la montagna del Pettoruto, la piana di Sibari e Spezzano Albanese e Mongrassano. Sicuramente da visitare il centro storico con i suggestivi vicoli, la Chiesa di San Pietro, risalente al '600, e la chiesa dell'Immacolata, edificata verso la fine del '500. La facciata è in stile neoclassico con semicolonne addossate al portale, mentre l'interno è decorato a stucchi. Ancora visibili i ruderi del Castello, appartenuto nel '400 ai Sanseverino di Bisignano. Alle falde del monte Pizzo, poi, si può ammirare la cosiddetta "pietra scivolente" a cui è legata una curiosa leggenda: il diavolo l'avrebbe resa tale per impedire il passaggio a Gesù, ma la Madonna, intervenuta, l'avrebbe fatto prevalere. In frazione San Lauro, invece, si possono visitare la Cappella di Santa Maria Immacolata, la Chiesa della Pietà e la Chiesa di San Nicola di Bari. Tra i personaggi illustri originari di Fagnano, va certamente ricordato Alfonso Splendore, medico e batteriologo che, agli inizi del Novecento, scoprì la toxoplasmosi e la Blastomicosi Sudamericana. Tra le tradizioni culinarie un posto di primo piano è rappresentato dal "rito del maiale". Tra i piatti tipici della zona si segnalano i "Vruocculi ara tijeddra" e i "Mmaccarrùni 'a fusiddri". Dal 2007 a Fagnano, nel mese di agosto, si tiene "Blues&vento", cui prendono parte artisti di fama internazionale. Si segnalano poi, la festa patronale dedicata a San Sebastiano e quella della Madonna, l'8 settembre, culto nato, si racconta, dopo che la Vergine salvò la popolazione da un'epidemia di peste nel 1854. Un cenno merita anche la storia del paese: le origini sono incerte e nel corso dei secoli, molti autori ne hanno dato originali versioni, come Vincenzo Padula che avrebbe identificato il toponimo come di origine ebraica. Secondo alcuni studiosi, inoltre, il primo nucleo abitativo sarebbe stato fondato da una comunità proveniente dalla vicino Malvito.

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