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Morano Calabro

Morano Calabro è uno splendido borgo situato nella parte alta della valle del fiume Coscile, il suo territorio appartiene al complesso montuoso dei monti di Orsomarso e Verbicaro. Morano, il cui territorio ricade interamente nel Parco nazionale del Pollino, ha una suggestiva struttura urbanistica con le case arroccate sul versante di una collina seguendo le forme del territorio con una fitta rete di stradine strette tra case rurali, palazzi e chiese di notevole pregio architettonico. Sulla cima del paese svettano i ruderi del Castello Normanno, che nel XVI secolo fu la dimora del principe Antonio Sanseverino. Il territorio è impreziosito da palazzi nobiliari e da chiese. Tra queste si ricorda la chiesa madre e collegiata dedicata ai santi Pietro e Paolo. La chiesa, che sorge nella parte più alta del paese, è probabilmente la più antica di Morano. L'interno è a tre navate, con pianta a croce latina. L'altare maggiore è in marmi policromi, sopra il quale è collocata la statua dell'Assunta, con ai lati due tele dei santi Pietro e Paolo.
La chiesa di S. Bernardino, con annesso convento, risale al XV secolo, e rappresenta un vero esempio di architettura monastica quattrocentesca in stile tardo-gotico.
La collegiata di S. Maria Maddalena si trova nella piazza principale, ed è tra le più belle costruzioni barocche di tutta la regione. La chiesa, per la massiccia presenza di opere d'arte, è detta anche Chiesa Museo. A pochi chilometri dall'abitato, immersi nel verde, si trovano i ruderi dell'antico convento del Collereto, costruito nel 1546 dal Beato Bernardo da Rogliano. In passato fu protetto da molti nobili del luogo e dalla principessa Erina Kastriota Skanderbeg, moglie del feudatario Antonio Sanseverino. Custodiva preziosissime opere d'arte che dopo la soppressione del 1809 confluirono nelle chiese di Morano. Il palazzo Salmena è sede del museo di Storia dell'Agricoltura e della pastorizia. In occasione della festa patronale in onore di San Bernardino, che si svolge il 20 maggio, si tiene ogni anno la Festa della Bandiera, una sorta di Palio in cui gareggiano tre quartieri della città per rievocare la liberazione dai Saraceni da parte dei Normanni. Le grotte di San Paolo sono di origine carsica, si estendono per circa 800 metri e si sviluppano lungo tre cavità. In Contrada Croce si può ammirare l'incantevole spettacolo naturale della nascita del fiume Coscile dai costoni di roccia del Pollino. Nella zona è visibile anche un vecchio mulino ad acqua. Nelle località Campotenese e Campiglioni, distanti pochi chilometri dal centro abitato, si trovano aree naturalistiche con zone attrezzate per pic-nic. Nella grotta di Donna Marsiglia sono state ritrovati resti sepolcrali risalenti all'Età del Rame e del Bronzo, tra cui frammenti di ceramiche, asce rituali di selce nera.

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