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Museo Archeologico di Blanda

Museo-Blanda-Tortora-Pollino-Archeologia-sm1Ubicato nella suggestiva sede di Palazzo Casapesenna, nel centro storico di Tortora, attraverso l'esposizione di reperti rinvenuti a partire dal 1990 e una serie di pannelli didattici, il Museo di Blanda permette di apprezzare lo sviluppo storico di questo suggestivo lembo di Calabria al confine con la Basilicata. Importanti scavi archeologici hanno interessato negli anni il territorio portando alla luce testimonianze di insediamenti umani preistorici (fu abitata nel corso del Paleolitico Medio, circa 35 mila anni orsono), ma soprattutto i resti dell'antica città di Blanda Julia, tuttora esposti nel museo archeologico.

La mostra, divisa in cinque sale, parte dalla Preistoria (sala 1), quando le basse colline sul tratto finale del fiume Noce ospitavano gruppi umani che hanno lasciato tracce significative del loro passaggio.

Insediamenti all'aperto e in grotta
In località Rosaneto è stato riconosciuto un insediamento risalente a 150mila anni fa, che ha restituito una serie di strumenti ricavati da ciottoli e selci. Con le successive glaciazioni scomparvero gli insediamenti all'aperto, a vantaggio degli abitati in grotta; la cavità naturale di Torre Nave, posta quasi al confine col territorio di Praia, fu abitata nel corso del Paleolitico Medio e all'inizio del Paleolitico Superiore, circa 35mila anni orsono. Alcune cavità naturali lungo la Fiumarella di Tortora sono state abitate anche nel corso dell'età del Bronzo.

VI secolo – le sepolture
Andando avanti con la storia si giunge al VI secolo a.C. (sala 2) in cui gli Enotri tornano ad abitare le basse colline sulla foce del fiume Noce. Sul pianoro di San Brancato e lungo le pendici del colle Palecastro gli scavi hanno permesso di riportare alla luce nuclei di sepolture databili tra il 540 ed il 450 a.C. circa. Le tombe sono semplici fosse rettangolari scavate nel terreno, all'interno delle quali si deponeva il defunto, in posizione supina, con il corredo di vasi e oggetti personali che ne caratterizzano il ruolo nella comunità. Dall'area della necropoli di San Brancato proviene anche un eccezionale documento epigrafico che molto potrebbe svelare circa la natura della popolazione stanziata a Tortora.

La lucanizzazione della Calabria settentrionale
Come tutto il resto della fascia costiera tirrenica campana e della Calabria centro-settentrionale, anche il comprensorio di Tortora, tra la seconda metà del V e gli inizi del IV secolo a.C., viene interessato dal fenomeno della lucanizzazione, che a Tortora si manifesta attraverso fenomeni significativi, che trovano riscontro nel Museo (sale 3 – 4) soprattutto nella esposizione dei corredi funerari delle élites lucane, caratterizzati dalla presenza di armi, tra cui i tipici cinturoni di bronzo, e di ricchissimi servizi ceramici con vasellame figurato di pregio destinati al consumo di carni e di vino. La tomba 44 (sala 4) della necropoli di San Brancato, interamente ricostruita nel suo aspetto originario, rende benissimo l'idea dell'ideologia funeraria esibita dai membri di spicco della comunità alla metà del IV secolo a.C.

La conquista romana
La definitiva capitolazione ai Romani avviene tuttavia nel corso della guerra annibalica; lo storico romano Tito Livio racconta che nel 214 a.C. il console romano conquistò la città di Blanda. Dopo due secoli sul colle di Palecastro nacque il municipium di Blanda Julia; ad esso è dedicata l'ultima sezione del museo (sala 5).

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Info:
orari di apertura: 10.00 - 13.00; 16.00 - 19.00
tel. 0985.764008
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
A
perto dall'1 giugno al 30 settembre

Approfondimenti: Archeologia a Tortora (Mausoleo di contrada Pergolo, epigrafe di San Brancato, scavi sul colle Palecastro, il sarcofago della giovane Cominia)

Da:

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