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Parco Nazionale del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino si estende per più di 190.000 ettari, tra il sud della Basilicata ed il nord della Calabria, rappresentando l'area protetta più grande d'Italia ed una delle più estese d'Europa. Prende il suo nome dal Massiccio del Pollino e la sua sede è a Rotonda, nel versante lucano, mentre il perimetro è condiviso dalle province di Cosenza, Matera e Potenza.

Dire di trovarsi in un angolo di paradiso è dir poco! Per chi ama la natura, la tranquillità ed il relax è il posto ideale da visitare e per gli appassionati degli sport di montagna sarà veramente sorprendente conoscere e scoprire quest'angolo di terra ancora selvaggio ed incontaminato.

Annoverabile tra i grandi massicci della catena appenninica, ha tra le maggiori cime del sud Italia. Serra Dolcedorme (2.267 m), Monte Pollino (2.248 m), Serra del Prete (2.181 m), Serra delle Ciavole (2.130 m), Serra di Crispo (2.054 m), la Manfriana (1.981 m), Coppola di Paola (1.919 m), Monte Grattaculo (1.891 m.), Monte Caramolo (1.827 m), Timpone della Capanna (1.823 m) e lo Sparviere (1.713 m). Su queste vette impervie e maestose, lungo la linea dello spartiacque, corre il confine naturale tra la regione lucana e quella calabrese.

Frequentato durante l'inverno con piccozze e ramponi, sci di alpinismo, sci freeride, sci di fondo e ciaspole, d'estate si trasforma in un parco avventura naturale, dove poter fare attività come vie ferrate, rafting, canyoning, mountain bike, arrampicata, speleologia, parapendio e trekking.

Di notevole valore naturalistico sono il pino loricato, affascinante relitto delle ere glaciali, presente sui versanti rocciosi più aspri, e le grandi forre. Il paesaggio è dominato dalle vette carbonatiche che superano i 2.200 metri di quota, coperte di neve da novembre a maggio, e da dolci pianori, sedi di antichi ghiacciai. Nel Parco, regno del lupo e delle aquile, ancora oggi si possono incontrare immense foreste e una grande varietà di piante officinali. Da quest'ultime, probabilmente, deriva il nome Pollino, interpretato come Monte di Apollo (=Mons Apollineus), dio greco della salute e progenitore dei medici.

Dolcedorme-sm  Caldanello-sm  Serra-Prete-sm  Serra-Dolcedorme-sm

Il piano di Campotenese separa il Massiccio del Pollino dai Monti dell'Orsomarso. Da questa catena montuosa si domina la costa tirrenica, il Golfo di Policastro, i monti della Basilicata, della Campania e della provincia di Cosenza, dalla Serra Dolcedorme alle cime boscose della Sila. Cozzo del Pellegrino (1.987 mt.) e La Mula (1.935 mt.) sono le cime più alte, a sud delle quali si elevano le ultime pendici dell'Appennino Calabro, dove arrampicarsi fino in cima al gruppo de La Montea (1.835 mt.), forse il più selvaggio e impervio e quello dai caratteri maggiormente alpini, molto amato sia d'estate che d'inverno dagli alpinisti meridionali. In questo territorio integro e di assoluta bellezza, si aprono vallate incise dai corsi d'acqua, quali il Lao e l'Argentino, che rientra nella Riserva Naturale Orientata La Valle del Fiume Argentino, nata per proteggere e salvaguardare questo ambiente ancora oggi incontaminato.

Ma il parco del Pollino non è solo natura; il territorio del Parco comprende 56 comuni, di cui 42 dal versante calabrese. Questi tipici paesi sono abitati da contadini, pastori, artigiani ed alcuni interamente dalla minoranza etnica albanese che ha custodito gelosamente le proprie tradizioni, la lingua ed i costumi. Sono il punto di partenza migliore per scoprire le tradizioni che caratterizzano queste zone e restare incantati dai sui bellissimi borghi storici.
Assolutamente da non perdere Morano Calabro, uno dei centri storici più suggestivi ed integri dell'intera Calabria; il centro storico di Civita, con i suoi particolari comignoli e le case Kodra; Papasidero, dove sono ancora visibili le eccezionali incisioni graffite sulla roccia nella Grotta del Romito, testimonianza della presenza dell'uomo preistorico, raffiguranti il bos primigenius; il Santuario di Santa Maria delle Armi (XV – XVI secolo) a Cerchiara di Calabria, tra i più pregevoli complessi monumentali, di origine medievale, della Calabria, testimonianza di arte rinascimentale in parte scavato nella roccia.

Il Parco offre una moltitudine di paesaggi incantevoli, con grandi aree incontaminate e differenti a seconda dell'altitudine, tra le vette del Dolcedorme e di Cozzo del Pellegrino e gli orizzonti che si disegnano sulle acque del Tirreno e dello Jonio, lungo il massiccio montuoso del Pollino e dell'Orsomarso, la natura e l'uomo intrecciano rapporti millenari di cui ne è testimonianza ancora viva il suo emblema, il pino loricato.

 

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