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Rende

Rende si sviluppa ad ovest del fiume Crati, fino alle Serre cosentine: il suo territorio presenta verdi zone collinari, fra le quali si arrocca il centro storico, ed altrettanto estese aree pianeggianti, nella valle del Crati, dove si è sviluppata la città moderna. La zona moderna comprende vari macroquartieri: Roges (che costituisce ormai un continuum con il territorio di Cosenza, anche attraverso il lungo Viale Principe, che prosegue il cosentino Viale Mancini), Commenda e Quattromiglia, il cui lungofiume è stato recentemente bonificato e trasformato in un vero e proprio parco fluviale, sede durante l'estate di eventi culturali e sportivi all'aria aperta. Ricca di spazi verdi, negozi e locali di ritrovo, Rende è anche zona di residenze universitarie, data la presenza nel proprio territorio dell'Università della Calabria. L'ateneo è stato realizzato piuttosto recentemente, fra gli anni Settanta e gli anni Novanta, nella frazione rendese di Arcavacata, come una vera e propria cittadella universitaria, che prevede residenze per docenti e studenti, teatri, negozi, servizi vari, con un progetto assai innovativo nel panorama universitario italiano; anche il progetto architettonico, di Vittorio Gregotti, costituisce un interessante esempio di architettura contemporanea. All'Università è legato anche il Ri-museum, situato a Commenda, lʼunico museo in Italia dedicato interamente al tema del riciclo dei rifiuti, reso originale da un allestimento espositivo interattivo. Il museo (aperto da lunedì a giovedì ore 9-18, il venerdì dalle 9 alle 13) si sviluppa su tre piani: in ognuno degli spazi il visitatore è investito da stimoli visivi e uditivi che affrontano tematiche relative ai rifiuti, dalla fase della del rifiuto a quella dello smaltimento, fino a considerare l'impatto che questo problema ha sulla vita dell'uomo e sull'organizzazione del suo modello sociale.
A Commenda si trova anche la moderna chiesa dedicata a San Carlo Borromeo, la cui struttura ha un impatto visivo di grande suggestione. La chiesa è a pianta circolare e di grandi dimensioni che rendono visibile, anche da molto lontano, la particolare cupola semisferica, che raggiunge i trenta metri d'altezza. Nelle vicinanze della chiesa si trova poi il Villaggio Europa, esempio innovativo di edilizia popolare priva di barriere architettoniche e inserita in ampi spazi verdi. Poco più avanti si trova il Museo del Presente: l'ampia piazza antistante è sede di eventi legati alla manifestazione "Settembre Rendese", che si svolge ogni anno tra centro storico e zona moderna, e prevede concerti, appuntamenti teatrali e incontri culturali.
Il centro storico è di particolare fascino, ottimamente conservato e facilmente raggiungibile, sebbene staccato dalla zona moderna. In posizione dominante, con bellissimo panorama sulla valle circostante, si trovano il Convento e la Chiesa dei Frati Minori, costruiti nel 1525 e ristrutturati in seguito ai danni dovuti ai terremoti. L'interno della chiesa è sontuosamente decorato in stile barocco e vi si possono ammirare opere di Cristoforo Santanna. A poche decine di metri si trova la maestosa mole del Castello, poi sede storica del Municipio; è una costruzione di origine normanna, che doveva far parte di una serie di fortificazioni costruite dal 1054 al 1194 a difesa della Valle del Crati. Oltre alle quattro torri angolari, conteneva un mastio al centro del quale si aprivano cunicoli sotterranei che conducevano in aperta campagna e che potevano essere utilizzati in caso di fuga. Nell'atrio è possibile ammirare gli stemmi araldici appartenenti a due delle famiglie succedutesi nella proprietà del castello: i Magdalone e gli Alarçon de Mendoza.
Scendendo a piedi attraverso il giardino sottostante al Castello si arriva alla chiesa del Rosario, settecentesca, in marcato stile barocco, con un'interessante facciata in pietra intagliata proveniente dalle cave di Mendicino. La cupola che doveva sovrastarla non fu mai costruita perché avrebbe ostruito la visuale del castello del marchese: fu egli stesso a proibirne l'esecuzione.
Sul corso principale del paese sorge la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore, probabilmente edificata nel XII secolo, rifatta interamente nel Cinquecento e rimaneggiata nel corso del XVIII secolo. All'interno spiccano due affreschi di Cristoforo Santanna, posti sulla volta della navata centrale, mentre nella navata destra sono posti numerosi dipinti del Greco, pittore locale.
Vicino la chiesa madre si trova il Museo Civico, sorto nei primi anni Ottanta, allestito nel seicentesco palazzo Zagarese, che comprende una Pinacoteca, intitolata al pittore Achille Capizzano, che custodisce fa l'altro dipinti di Mattia Preti, Santanna, Carrà, De Chirico e Guttuso, e un Museo del folklore, dedicato all'antropologo calabrese Lombardi Satriani e incentrato sulla cultura popolare calabrese; contiene circa tremila reperti distribuiti in nove sale: in esse sono ricostruiti i luoghi-simbolo della vita di un tempo, dalle stanze da letto ai laboratori tessili, dalle botteghe artigiane alle case dei pastori. Nel palazzo Vitari trova invece sede il MAON, Museo dell'Arte del Otto/Novecento. Da segnalare infine il santuario di Maria SS. di Costantinopoli, patrona di Rende, che si festeggia il 20 febbraio con una tradizionale e suggestiva processione; in contrapposizione all'esterno, lineare e privo di elementi caratteristici, l'interno, ad unica navata e a croce latina, si presenta interessante e ricco di opere d'arte in gran parte di Cristoforo Santanna, ma anche del pittore locale Greco. A poche decine di metri dal santuario si erge la chiesa di San Michele, meglio nota come del Ritiro.
STORIA
Rende è uno dei centri di origine enotria, fondato probabilmente intorno al 520 a.C., citato come centro pre-ellenico col nome di Aryntha. Le sorti della città furono sempre strettamente legate a quelle della vicina Consentia (Cosenza): Rende subì, infatti, la dominazione romana, bizantina e musulmana, per passare poi sotto il controllo normanno. Con l'avvento di Carlo V la contea di Rende venne concessa a don Pedro Gonzales d'Alarcon de Mendoza, marchese della Valle Siciliana e governatore di Cosenza, il cui dominio durò fino al 1806. Durante il risorgimento, molti rendesi divennero Carbonari, partecipando attivamente ai moti rivoluzionari, e nel 1860 diedero vita al "Comitato centrale della Calabria" per dare appoggio logistico e militare a Garibaldi.

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