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San Giovanni in Fiore

San Giovanni in Fiore è il più popoloso comune dell'altipiano della Sila, a pochi chilometri dall'Alta Val di Neto, la zona di Montenero e il crotonese. Posto a circa 1050 metri di altitudine, rappresenta una meta imperdibile per gli amanti della montagna circondato da splendidi boschi in cui prosperano diverse varietà di alberi secolari. Su tutti però domina il pino Laricio. Il territorio presenta importanti punti panoramici grazie alle alte vette che circondano l'abitato e dalla presenza di due importanti laghi artificiali: l'Arvo e l'Ampollino. San Giovanni in Fiore vanta un immenso patrimonio artistico e culturale legato principalmente alla figura di Gioacchino da Fiore, l'abate medievale fondatore dell'ordine florense, citato anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia. L'Abate fondò qui nel XIII secolo l'Abbazia Florense ("Archicenobio Florens) dedicandolo a San Giovanni Battista. Nonostante i rimaneggiamenti, conserva ancora una forte impronta romanica, è carica di simbolismi che rimandano al pensiero di Gioacchino. Sotto l'altare maggiore, in una cripta, sono conservate le sue reliquie. Da visitare anche la bella chiesa di Santa Maria delle Grazie (o chiesa matrice) edificata nel Cinquecento, ma riedificata quasi interamente nel Settecento. Nel quartiere della Cona si trova la suggestiva chiesa di Santa Maria della Sanità. Di origine seicentesca, custodisce opere di artisti di scuola locale e napoletana. Interessanti anche la seicentesca chiesa della Madonna Annunziata, un tempo unita alla chiesa matrice; la chiesa del Crocefisso, settecentesca e la Chiesa del Carmelo, i cui lavori di edificazione iniziarono verso la fine del Settecento. Di grande interesse anche il convento dei Cappuccini, edificato nel Cinquecento. Più volte rimaneggiato, presenta un bellissimo orto nel suo interno e la chiesa annessa, su cui spicca un bellissimo ciborio intagliato di scuola roglianese. Molto importante anche il Monastero dei Tre Fanciulli, posto in posizione più distanziata rispetto al centro abitato. Secondo la tradizione fu costruito nel luogo dove tre fanciulli si salvarono, per intercessione divina, da un incendio. Oggi resta visitabile solo la sua chiesa. Da visitare anche il Centro Demologico. Una delle più suggestive tradizioni del paese sono le "focere" ovvero l'usanza di accendere dei falò nei vicoli nel periodo di Natale. Tra gli appuntamenti si segnalano la "Gara dei Carri", ricreata da qualche anno nel corso della tradizione e il programma delle "Notti Bianche" nel mese di agosto.

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