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San Sosti

San Sosti sorge alle falde del Cozzo del Pellegrino ed è attraversato dalle acque del fiume Rosa. Intorno a San Sosti si trovano diverse vette appartenenti alla catena del Pollino come la Mula, la Muletta, la Montea, il Monte Alto e il Campo. Una parte del territorio di San Sosti ricade nel Parco del Pollino ed si presta molto bene a escursioni naturalistiche. Di particolare bellezza è la cascata di "Frà Giovanni" in località Badia che si incontra sulla strada per il Santuario del Pettoruto, anch'esso immerso nei boschi. Il Santuario è uno dei luoghi di preghiera più amato e frequentato da fedeli calabresi e non solo. Il nome deriva dalla conformazione del territorio: il nome fa riferimento alle presenze petrose delle zona. Secondo la leggenda, il Santuario sarebbe stata creato da un giovane pastore sordomuto che si sentì chiamare dalla Madonna esortandolo all'edificazione. Con maggiore probabilità fu edificata come grangia nel 1274 a iniziativa dell'Abbazia Cistercense di Acquaformosa. Molto venerata la statua della Vergine del Pettoruto che, secondo un'altra leggenda concederebbe la fertilità alle donne sterili che l'invocano. Da visitare anche i ruderi del Castello della Rocca, edificato nel X secolo circa e posto in posizione dominante sulla valle sottostante di San Sosti e la Gola del Rosa. Nel centro abitato si può ammirare la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Caterina, edificata nel seicento. Nella piccola frazione di Macellara, infine, si può visitare anche la chiesetta di Santa Rosalia, di epoca settecentesca, ma probabilmente edificata sui resti di un romitorio più antico. Uno sguardo meritano anche i rinomati murales sugli edifici del centro storico. Molto apprezzati, inoltre, il gruppo folklorico "a Pacchianeddra Sansustisa" e la tradizionale festa del "Carnevale Sansostese".

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