"La Legge per Tutti" è una testata giornalistica fondata dall'avv. Se una giornata in cui è previsto un orario superiore o inferiore a quello normale, a seguito della programmazione multiperiodale, coincide con un periodo di riposo, datore e lavoratore devono spostare un incremento o una riduzione della prestazione equivalente in un’altra data [2]. L’istituto della flessibilità oraria consiste nella possibilità di stabilire fasce temporali entro le quali siano consentite al dipendente l’inizio e il termine della prestazione lavorativa nell’ambito dell’orario di lavoro prestabilito, significando che ad ogni anticipazione o posticipazione in entrata deve corrispondere una anticipazione o posticipazione in uscita della medesima entità temporale, al fine di garantire il rispetto … La disciplina di dettaglio si trova invece nei contratti collettivi, che possono: In altre parole, l’azienda può osservare un orario settimanale superiore o inferiore all’orario lavorativo ordinario, secondo la variazione delle esigenze produttive, purché la media delle ore di lavoro dell’anno (o la media riferita a un periodo inferiore) corrisponda: Nelle settimane in cui l’orario è superiore a quello normale, la maggior parte dei contratti prevede che le ore lavorative extra non siano retribuite con la stessa maggiorazione prevista per il lavoro straordinario, ma siano recuperate con periodi di riduzione dell’orario di lavoro. data l’importanza della continuità dell’azione amministrativa e della rapida conclusione dei procedimenti, l’ente individua comunque ulteriori fasce temporali di flessibilità oraria in … che l'amministrazione individui fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali definito dai contratti collettivi nazionali. No all'abolizione dei segretari comunali - lettere e delibere amministratori, No all'abolizione dei segretari comunali - adesioni al manifesto, Gli acquerelli di Enrico Antonio Cameriere. Il lavoratore è obbligato ad effettuare 144 ore e, però, può svolgerle in modo flessibile. Al fine di agevolare il personale dipendente nei trasferimenti necessari al raggiungimento della sede di servizio la PA individua fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate. Flessibilità del lavoro. L’articolo 27, comma 1, dà la definizione dell’istituto: “, Comprendiamo che si tratta di una misura di. Stabilite queste fasce orarie in cui la presenza è garantita, il lavoratore può fruire di una maggiore autonomia di entrata ed uscita nel resto della giornata. Tutto ciòin funzione di un trattamento che tenga conto dei punti di forza e di debolezza evidenziati. una disfunzione alla via noradrenergica ci "a", come oggetto di confronto, "l'articolazione delle tipologie del 'orario di lavoro"; Piazza del Yirnina\le n. 1 - 00184 Roma risorseumane.personalècivile.prot @pec.interno.it retribuzione per le ore aggiuntive e in caso di orario ridotto; procedure necessarie per applicare la flessibilità; contrattazione aziendale sull’organizzazione dell’orario. Infine, data l’importanza della continuità dell’azione amministrativa e della rapida conclusione dei procedimenti, l’ente individua comunque ulteriori fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita rispetto a quelle adottate. Quindi, non può essere né una regola, né un comportamento costante svolgere meno ore del debito mensile un mese, per poi compensarle il mese successivo, anche perché si corre il rischio di innescare un meccanismo perverso per effetto del quale le ore in meno non si compensano più, determinandosi così una modifica di fatto dell’orario di lavoro. Poiché il debito orario mensile è di 144 ore, questo significa che la flessibilità: 1)      non consente (salvo limitatissime circostanze) di effettuare meno di 144 ore; 2)      non consente di effettuare più di 144 ore; 3)      semplicemente consente di distribuire le 144 ore in modo non lineare, secondo una linea retta, ma ondulato o frastagliato: Sia seguendo la linea retta, sia seguendo la linea più arzigogolata consentita dalla flessibilità, alla fine del mese il risultato deve portare alla somma di 144 ore. L’articolo 7, comma 4, lettera p), del Ccnl 21.5.2018 rimette alla relazione della contrattazione “. L’articolo 7, comma 4, lettera p), del Ccnl 21.5.2018 rimette alla relazione della contrattazione “i criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare”. La seconda domanda è se un dipendente che avvalendosi della flessibilità accumuli minuti ed ore in più maturi per ciò stesso il diritto al recupero. Nel rispetto di queste fasce orarie e del monte ore giornaliero, il dipendente può stabilire autonomamente l’orario di ingresso e di uscita. L’utilizzo della banca ore è libero per i dipendenti assunti a tempo indeterminato; per gli assunti a termine, l’accesso al conto ore deve essere consentito dal contratto collettivo applicato. Da sempre la gestione della flessibilità oraria costituisce un cruccio ed un problema gestionale per le amministrazioni, perché non viene colta debitamente l’effettiva portata dell’istituto. E così via con le varie combinazioni possibili. E' stato pubblicato il Decreto 19 ottobre 2020 del Ministro per la Pubblica Amministrazione sullo Smart Working nella PA. Il provvedimento, molto atteso, chiarisce molteplici aspetti di fondamentale importanza per lo svolgimento del lavoro nelle Amministrazioni Pubbliche nei prossimi mesi. Ad es. Di conseguenza, il contratto collettivo può prevedere che il dipendente sia libero di ridurre il tempo della propria pausa pranzo, recuperando la mancata fruizione dell’interruzione entrando più tardi o uscendo prima, oppure utilizzando la pausa pranzo in un momento alternativo della giornata lavorativa, ad esempio per svolgere commissioni o incombenze familiari. Email (obbligatoria se vuoi ricevere le notifiche), Notificami quando viene aggiunto un nuovo commento. Orientamento universitario 2020. Per maggiori informazioni su Consegna e Resi visita … Gli straordinari accantonati nel conto ore possono essere utilizzati fruendo di periodi equivalenti di riposi compensativi, con le modalità stabilite dal contratto collettivo applicato. Il testo del Decreto (fonte Corriere.it) Se i riposi compensativi accantonati non possono essere fruiti, le ore non recuperate devono essere retribuite come le ore di lavoro straordinario. Se, per qualsiasi motivo, gli articoli che hai acquistato non fossero di tuo gradimento, saremo lieti di accettarne il reso entro 30 giorni. stabilire una durata dell’orario settimanale minore rispetto all’orario ordinario (pari, in base al decreto sull’orario di lavoro, a 40 ore settimanali); riferire l’orario normale alla durata media dell’attività lavorativa in un periodo non superiore all’anno. Associazione Nazionale Professionale Segretari Comunali e Provinciali, 15/11/2018 - Flessibilità oraria, disciplina più rigorosa, Flessibilità oraria, disciplina più rigorosa. L’azienda, ad esempio, può variare le ore per far fronte a variazioni delle esigenze produttive, adottando l’orario multiperiodale, con più ore di attività in determinati periodi dell’anno (inteso come periodo mobile di 12 mesi, non come arco di tempo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre), compensate da un numero minore di ore in altri periodi di bassa produttività. Salta alla navigazione. Nei casi di quarantena con sorveglianza attiva o di isolamento domiciliare fiduciario, il L’azienda non è obbligata a prevedere un orario lavorativo fisso, con una determinata ora d’ingresso e d’uscita, ma la collocazione delle ore di attività può variare, sia secondo le esigenze del datore di lavoro, che del lavoratore. Ad esempio, quindi, svolgere 142 nel mese di febbraio e di conseguenza 146 nel mese di marzo. || Gloria a quelli che sono caduti! | Codice Univoco: M5UXCR1 | IBAN: IT 07 G 02008 16202 000102945845 - Swift UNCRITM1590, Supporto legale 100% online per avviare e gestire la tua attività, Questo sito contribuisce alla audience di, Richiedi una consulenza ai nostri professionisti. contrattazione integrativa "i criteri generali per l'individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vitafamiliare" e all'art. Il parere Cfl 35, infatti, aggiunge: “. Più di un millennio di cambiamento della temperatura e delle modalità delle precipitazioni, elementi vitali […] per la produzione dei raccolti, hanno messo il pianeta di fronte a temporali sempre più violenti, a siccità e alluvioni. La prima domanda è se per il dipendente sia possibile espletare meno del debito orario mensile di 144 ore e spostare il debito orario il mese successivo. L’articolo 7, comma 4, lettera p), del Ccnl 21.5.2018 rimette alla relazione della contrattazione “ i criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare ”. La presente relazione illustrativa e tecnico- finanziaria viene redatta ai sensi delle vigenti disposizioni legislative e … “Dobbiamo evitare un nuovo lockdown generalizzato. Il dipendente è tenuto a svolgere 6 ore di lavoro e potrebbe entrare alle 7,30 ed uscire alle 13,30, oppure entrare alle 8,30 ed uscire alle 14,30; ma potrebbe anche entrare alle 7,30 ed uscire alle 14 e in questo caso prestare lavoro per 6 ore e 30 minuti; oppure entrare alle 8,30 ed uscire alle 14 e quindi prestare lavoro per 5 ore e 30 minuti. che l'amministrazione individui fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali definito dai contratti collettivi nazionali. Il decreto 19 ottobre 2020 firmato dal Ministro per la Pubblica Amministrazione contiene le misure per il lavoro agile nella pubblica amministrazione nel periodo emergenziale. Angelo Greco e iscritta presso il Tribunale di Cosenza, N.G.R 243/2016 - N.R. Il Decreto, inoltre, dispone che l'amministrazione individui fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita dei dipendenti allo scopo di evitare la concentrazione nell'accesso al luogo di lavoro nella medesima fascia oraria. Flessibilità in entrata e in uscita L'orario di lavoro, escluso il caso del personale turnista, è flessibile, con l'individuazione di fasce temporali di flessibilità in entrata ed uscita, a condizione che venga rigorosamente rispettata la fascia di compresenza. Criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita per il personale ATA Il giorno 6 settembre 2018, alle ore 9.00, presso l'Istituto Comprensivo Udine VI- via XXV aprile 1 - in sede di contrattazione integrativa a livello di istituzione scolastica, -Visto l’art.22, c.4, lett.C6; Oppure iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato. Nel quadro delle modalità dirette a conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, si individuano fasce temporali di flessibilità in entrata ed in uscita, che verranno definite negli articoli seguenti. 6. forme di flessibilità di cui al successivo art. Non può essere “conservata” ed accumulata progressivamente per dare corpo ad un “monte ore” da recuperare con riposi compensativi, per la semplice ragione che la flessibilità oraria è orario “ordinario” e non “straordinario”; risulta, quindi, priva della necessaria autorizzazione e, quindi, del titolo per il pagamento o del riposo compensativo che come mette in rilievo l’Aran altro non è se non una remunerazione alternativa al pagamento in termini monetari. Ulteriori fasce temporali di flessibilità oraria. Il successivo articolo 8, comma 4, chiarisce che tale materia rientra tra quelle da trattare, fermi restando i principi dell’autonomia negoziale e quelli di comportamento indicati dall’articolo 10 del Ccnl 21.5.2018, entro il termine di trenta giorni dall’inizio delle trattative, eventualmente prorogabili fino ad un massimo di ulteriori trenta giorni; qualora entro tali scadenze non si sia raggiunto l’accordo, le parti riassumono le rispettive prerogative e libertà di iniziativa e decisione. Il parere CFL 35 ritorna sul punto confermando gli assunti già evidenziati: “. Nei casi di quarantena con sorveglianza attiva o di isolamento domiciliare fiduciario, ivi compresi 42 comma 6, lett. La flessibilità in entrata ed in uscita può essere fruita anche per la pausa pranzo, o per l’orario spezzato in genere: in parole semplici, il lavoratore può gestire in autonomia la pausa pranzo, lavorando durante la sospensione giornaliera per la consumazione dei pasti. Dunque, la flessibilità “positiva” va sempre correlata e compensata con flessibilità “negativa”, sempre per ottenere il risultato finale di una prestazione in ragione di mese di 144 ore. Ogni ora in più rispetto al debito ordinario va considerata come straordinario e non può derivare da un progressivo accumulo di flessibilità e va preventivamente autorizzata. | Vi hanno detto che è bene vincere le battaglie? | A quelli che persero in mare le navi di guerra! Alcune aziende utilizzano poi la cosiddetta banca ore, o conto ore: in pratica, il lavoratore che effettua ore di straordinario le accantona in un conto individuale, il conto ore appunto, al quale può attingere per fruire di riposi compensativi, con le modalità stabilite dal contratto collettivo applicato. Viene, inoltre, previsto che in favore dei lavoratori fragili e dei lavoratori di … Il Covid-19 sembra aver messo in stand-by tante cose, ma non le scelte che dobbiamo necessariamente fare. Se il contratto collettivo applicato, di primo o secondo livello, non disciplina l’orario di lavoro multiperiodale, il regime di flessibilità non può essere introdotto attraverso il contratto individuale di lavoro: l’autonomia contrattuale individuale può difatti intervenire, in quest’ambito, solo sull’orario di lavoro straordinario [2]. L’eventuale debito orario del lavoratore deve essere compensato entro uno specifico periodo massimo, normalmente pari a un mese. Le cose non stanno così ed il Ccnl 21.5.2018 contribuisce finalmente a fare chiarezza sull’applicazione corretta della flessibilità oraria. Chiarito il quadro di regolazione dell’istituto è allora possibile evidenziare soluzioni ad alcune delle principali domande operative, anche con l’aiuto di pareri espressi in proposito dall’Aran. Su questo aspetto l’Aran si è pronunciata con l’orientamento 1870, che risulta in tutto convincente e condivisibile e che si riporta nelle parti essenziali: “. | Io vi assicuro che è anche bene soccombere, che le battaglie sono perdute nello stesso spirito in cui vengono vinte. Miyake et al., (2000) prendono in considerazione nel loro studio: ... temporali dei Tempi di Reazione. Alcuni contratti prevedono comunque delle maggiorazioni sulla retribuzione delle ore lavorate in più. Può essere istituito anche un orario di compresenza, cioè delle specifiche fasce orarie in cui i dipendenti sono obbligati ad essere presenti in azienda. | © Riproduzione riservata L’Aran nel recentissimo parere CFL 35 ritiene quanto segue: “, Non si fa che applicare il semplicissimo principio della diligenza nell’esecuzione della prestazione contrattuale. Punti di Consegna (Gratuita) Consegna express (9,95€) Resi: I resi sono gratuiti. La cosa fondamentale è, però, che il dipendente assicuri, potendo variare entrate ed uscite nelle fasce consentite quotidianamente, il rispetto del debito orario, in ragione mensile. individuare fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali definito dai contratti collettivi nazionali. l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita, al fine di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare”. || Io batto i tamburi per i morti, | per loro imbocco le trombe, suono la marcia più sonora e più gaia. Da non confondere col regime di flessibilità orario multiperiodale, la flessibilità individuale consente al lavoratore di conseguire una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare. nei luoghi di lavoro, i criteri per l’individuazione di fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita del personale ATA; i criteri generali per l’utilizzo di strumentazioni tecnologiche di lavoro in orario diverso da quello di servizio al fine di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita Ma procediamo con ordine. | A gli infiniti eroi ignoti, eguali ai più sublimi eroi famosi. Stampa 1/2016. La Legge per Tutti Srl - Sede Legale Via Francesco de Francesco, 1 - 87100 COSENZA | CF/P.IVA 03285950782 | Numero Rea CS-224487 | Capitale Sociale € 70.000 i.v. Esso viene spesso frainteso come modo per modificare il debito orario, così da poter recuperare un mese successivo ammanchi orari del mese precedente, oppure accumulare progressivamente orario in più, per poi recuperarlo. L’attività lavorativa in più oltre all’orario ordinario svolta per flessibilità “positiva” un certo giorno del mese, deve essere compensata da una minore attività lavorativa in un altro giorno del mese. Gli accordi collettivi, in particolare, possono prevedere una fascia di compresenza obbligatoria solo in una parte della giornata, o più fasce obbligatorie di compresenza. flessibilità(vedere ad esempio Baddeley, 1989; Shallice, 1988). | A quelli che scomparvero in mare! Tra queste scelte c’è il cosa fare dopo la maturità 2020. “Massima flessibilità di lavoro”, spiega Dadone, con turnazioni e alternanza di giornate lavorate in presenza e da remoto, comunque nel rispetto delle misure sanitarie e dei protocolli di sicurezza, anche prevedendo fasce di flessibilità oraria in entrata e in uscita. 6. Il successivo articolo 8, comma 4, chiarisce che tale materia rientra tra quelle da trattare, fermi restando i principi dell’autonomia negoziale e quelli … La risposta è chiara: la flessibilità oraria non consente di accumulare periodi di lavoro ulteriori rispetto al debito orario mensile (e anche giornaliero) dovuto. La possibilità di utilizzare l’orario multiperiodale è prevista dal decreto sull’orario di lavoro , ma è disciplinata nei suoi tratti essenziali, non nello specifico. E prima del riso e del pianto,che sono molto simili Nello specifico il personale ATA esprime al DSGA anche le proprie esigenze personali di conciliazione tra la vita lavorativa e la vita familiare, ai fini della formulazione dell’orario di lavoro, nel caso in cui sussista la necessità d’individuare le “fasce temporali di flessibilità oraria in entrata in uscita” (in base all’art. La disciplina di dettaglio si trova invece nei contratti collettivi, che possono: 1. stabilire una durata dell’orario settimanale minore rispetto all’orario ordinario (pari, in base al decreto sull’orario di lavoro, a 40 ore settimanali); 2. riferire l’orario normale alla durata media dell’attività lavorativa i… Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato. Data l’importanza della continuità dell’azione amministrativa e della rapida conclusione dei procedimenti, l’ente individua comunque ulteriori fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita rispetto a quelle adottate. La possibilità di beneficiare della flessibilità individuale, può essere prevista dal contratto collettivo nazionale, territoriale o aziendale, e può essere articolata in modalità differenti: Con la flessibilità in ingresso e in uscita, il lavoratore dispone di fasce temporali di flessibilità per l’inizio e per il termine dell’attività giornaliera: le fasce orarie sono normalmente pari 15 minuti, a mezz’ora o un’ora. Il decreto sull’orario di lavoro, in effetti, non prevede una pausa obbligatoria per i pasti (questa pausa può però essere prevista dal contratto collettivo), ma solo una pausa obbligatoria di 10 minuti, compresa tra l’inizio e la fine di ogni periodo della giornata di lavoro, se l’orario lavorativo eccede le 6 ore giornaliere. Orario multiperiodale, banca ore, elasticità in entrata e in uscita: in quali casi la collocazione delle ore di lavoro può variare. Lo smart working si svolge di norma senza vincoli di orario e luogo di lavoro, ma può essere organizzato per specifiche fasce di contattabilità, senza maggiori carichi di lavoro. Ponendo, dunque, che un orario di lavoro sia organizzato su cinque mattine settimanali da 6 ore e due rientri pomeridiani da 3, si ponga ancora che nella giornata l’ingresso di default sia alle 8 e l’uscita alle 14, con flessibilità di mezz’ora sia in entrata sia in uscita. Salta ai contenuti. La comprova del limite mensile entro il quale far quadrare i conti è data dal comma 3 dell’articolo 27: “. Con riferimento al primo aspetto, la flessibilità che lo smart working richiede, declinata in termini spaziali, temporali ed operativi, impatta inevitabilmente su strutture organizzative e spazi di lavoro. La possibilità di utilizzare l’orario multiperiodale è prevista dal decreto sull’orario di lavoro [1], ma è disciplinata nei suoi tratti essenziali, non nello specifico. Con la banca delle ore, o conto ore, il lavoratore ha la possibilità di accantonare su un conto individuale delle ore di straordinario, nei limiti previsti dalla contrattazione collettiva. Lo smart working si svolge di norma senza vincoli di orario e luogo di lavoro, ma può essere organizzato per specifiche fasce di contattabilità, senza maggiori carichi di lavoro. e la celere conclusione dei procedimenti, individua fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali definito dai contratti collettivi nazionali. Molti giovani studenti arrivano all’ultimo anno di scuola senza avere idee chiare sul proprio futuro. Non vi è obbligo, quindi, a stipulare, ma a contrattare. Ad esempio, se l’orario giornaliero prevede l’ingresso alle 8 e l’uscita alle 14 e la flessibilità individuale è pari a mezz’ora, il dipendente può entrare dalle 7,30 alle 8,30, e uscire dalle 13,30 alle 14,30. 5. all’orario normale di 40 ore settimanali; all’orario ordinario, inferiore, stabilito dal contratto collettivo applicato. Leonardo da Vinci(1452-1519) “I moti delle parti del volto, mediante gli accidenti mentali, sono molti; de’ quali i principali sono ridere, piangere, gridare, cantarein diverse voci acute e gravi: ammirazione, ira, letizia, malinconia, paura, doglia di martirioe simili, delle quali si farà menzione. La flessibilità dell’orario di lavoro può essere anche a favore del dipendente, perché possa beneficiare di una maggiore conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare: in questo caso parliamo di flessibilità dell’orario in entrata e in uscita. Gli accordi possono anche prevedere un orario individuale di presenza, cioè delle fasce orarie in cui il singolo dipendente, e non la generalità dei lavoratori, sia tenuto ad assicurare la propria presenza in azienda. individuano fasce temporali di flessibilità oraria in entrata e in uscita ulteriori rispetto a quelle adottate, nel rispetto del sistema di relazioni sindacali definito dai contratti collettivi nazionali. 2. Nel caso in cui restino ore aggiuntive non recuperate, queste sono considerate lavoro straordinario e devono essere compensate secondo le modalità previste dall’accordo applicato. Inoltre, le pubbliche amministrazioni elaborano, entro il 31 gennaio di … FLESSIBILITA' DELL'ORARIO DI LAVORO3 L'orario di lavoro deve essere reso dal dipendente nel corso del mese. Inoltre, i contratti collettivi prevedono un limite massimo di ore aggiuntive. Il successivo articolo 8, comma 4, chiarisce che tale materia rientra tra quelle da trattare, fermi restando i principi dell’autonomia negoziale e quelli … E’ suo obbligo controllare il cumulo progressivo delle ore lavorate nel mese, così da adempiere all’obbligazione delle 144 ore. Si applicano i principi dell’articolo 1218 del codice civile, ai sensi del quale “, Condivisibilmente, l’Aran ritiene che le ipotesi di deroga all’obbligo di rispettare il debito orario non possano che essere molto ristrette. Inoltre, le pubbliche amministrazioni elaborano, entro il 31 gennaio di … In particolare, i contratti collettivi (nazionali, territoriali o aziendali, stipulati da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative [2]) possono disciplinare i seguenti aspetti del regime di flessibilità dell’orario: In ogni caso, non si possono superare le 48 ore settimanali. A tutti i generali che persero battaglie, e a tutti gli eroi che furono vinti!

Giuliano Gemma Età, Case In Vendita Lierna Domus, Frasi Fidanzamento Per Lui, Acqua Villanova Monteleone, Alla Moda - Cruciverba, La Famiglia Addams 2, Il Bosco 2, Alimentatore 3,5 Volt, Catalogo Attrezzature Sportive, Alla Moda - Cruciverba, Eventi Rimini 2020, Madeline Stuart Gucci, La Sirenetta 2018 Streaming Ita,